(Questa missiva viene inoltrata anche ai siti di riferimento della pesca subacquea su Internet www.BluWorld.com, www.PescaSub.it, Associazione per la salvaguardia della pesca in apnea www.PescApnea.it, www.MicroAvventure.it, www.legAmbiente.it)

Lettera aperta al WWF (20 novembre 2003)  

  Carissimi amici del WWF,
  da pescatore subacqueo tocco giornalmente con mano quanto voi descrivete nell'articolo sul Vostro sito "Gli impatti della pesca sportiva" (http://www.wwf.it/news/1672002_5979.asp). Tuttavia, porre sullo stesso livello un pescatore sportivo da lenza o da rete (se questi "sportivo" si può definire...), con un pescatore subacqueo, mi sembra frutto di una visione alquanto superficiale, se non peggio.
  Certo, mi rendo conto che nell'aspetto di un pescasub si rispecchi molto più l'idea di "aggressività" che avete cercato di esprimere, per cui avete optato per una sua immagine in testa all'articolo; tuttavia vorrei invitarvi ad analizzare, forse per la prima volta, cosa effettivamente sia un "pescatore subacqueo", e vi pregherei di leggere quanto segue con un minimo di partecipazione, non contenendo queste parole né ironia, né fanatismo, in quanto mi appresto soltanto a descrivere cosa un uomo cerchi nelle immersioni all'inseguimento di un pesce -uno solo, quando va bene-, un pesce che alla fine costituisce la sua guida nella esplorazione di quel mondo sommerso che solo chi ha abbracciato quel particolare "punto di vista" conosce.

  L'ESSENZA
  Partiamo infatti da questo presupposto già assodato per i più: che l'esigenza della "cattura" costituisce il mezzo che ci consente di accostarci a quel mondo "in punta di piedi", e che ci porta a scoprire aspetti della vita marina che nessuno, munito di autorespiratore o in snorkeling, potrebbe mai lontanamente intravedere. Questo perché il pescatore, assolutamente in apnea, ha una esigenza di silenziosità, concentrazione, spirito di osservazione e controllo del campo di azione, che in nessun altra disciplina o tecnica subacquea si può avere.

  IL RAPPORTO CON IL MARE
  Conosciamo tutti il fascino che il mare esercita sull'uomo. Durante la manifestazione di presentazione del circolo subacqueo di una famosa località marittima, anziani pescatori si avvicinarono chiedendo se noi apneisti avremmo "finalmente potuto mostrare loro i fondali"...: avevano vissuto decenni navigando su quel mare, chiedendosi continuamente come sarebbe potuto essere il fondale!
  Questo aneddoto per mostrare come il mare costituisca uno dei grandi misteri scolpiti nel cuore dell'uomo. E proprio questo spinge un essere umano a rivestire un ruolo che lo faccia sentire veramente parte di quella Natura dal fascino aggressivo. Del resto, un pescatore subacqueo costituisce ancora un punto di attrazione e ammirazione per chiunque. Anche perché la sua è una Cultura, di cui il nostro Paese potrebbe andar fiero.

  LA PREDA
  Altro importante aspetto da considerare è che la preda del pescatore subacqueo ancora costituisce un alimento richiesto e, anzi, indispensabile a una dieta sana. Questo perché l'uomo ancora non si è evoluto fino al punto di essere diventato una entità di "puro spirito", come a volte sembrerebbe di pretendersi. Per cui il pescatore subacqueo si cala nella Natura per assumere il ruolo di "predatore" non più di un lupo nel suo bosco, "ambientalista" in quanto consapevole del suo ruolo nell'Ambiente. Del resto, non siete forse Voi che tanto decantate certi ritorni alle origini, e disprezzate gli allevamenti in batteria da cui poi, per consequenziale evoluzione, provengono i mangimi proteici forzati e innaturali e gli stessi OGM? Certo, può fare orrore il fatto che si "uccida un essere vivente"..., ma poi con quale coerenza si potrebbe inorridire perché un bambino di città crede che i tonni nuotino in branchi di scatolette?

  SELETTIVITA' DELLE CATTURE
  Non mi permetterei mai di criticare la caccia terrestre in quanto riconosco in essa alcune attinenze psicoemotive con la pesca subacquea. Tuttavia un fucile subacqueo è uno strumento molto diverso da un'arma da fuoco: per usarlo bisogna avvicinarsi fisicamente alla preda ben più di quanto la preda normalmente consentirebbe: da qui l'esigenza di dotarsi di una tecnica e di una preparazione psico-fisica notevoli, che alla fine fanno di questo sport una vera e propria Disciplina. Ma anche un pescatore subacqueo così formato non è mai un "cacciatore", ma resta sempre e soprattutto un "amante del mare", che rispetta pienamente, ed è cosciente che il successo della sua battuta di pesca non si misura con il numero o il peso delle prede, bensì con il semplice piacere del poter vivere quel mondo.

  VULNERABILITA' DELLA NOSTRA CATEGORIA
  I pescatori subacquei nel nostro Paese sono molti. Ma data la tipologia di questa attività, risulta sempre difficile cercare di determinarne il numero con buona approssimazione. Oltretutto, questo sport dovrebbe essere rappresentato da una Federazione (FIPSAS) che accomuna tutti i pescatori sportivi, da quelli di canna sul fiume fino al nostro pescatore subacqueo, ma che considera quest'ultimo esclusivamente per quanto attiene al campo agonistico.
  Tutto questo fa sì che la nostra categoria risulti allo stato assolutamente vulnerabile a critiche di qualunque provenienza o fondatezza, e solo grazie a Internet si è cominciata negli ultimi anni a sviluppare una coscienza comune. Ma rimaniamo sempre nel mirino di chissà chi. E siamo stati persino derubati di quello che era la "nostra" trasmissione televisiva, dedicata a noi che abbiamo la passione del mare: quella LINEA BLU della RAI che ora ci offende continuamente con ipocriti sottintesi e ammiccamenti strumentali, all'inseguimento di un capro espiatorio su cui riversare le colpe di una pesca professionale indiscriminata che non può essere imputata ai loro salvaguardati ma scorretti pupilli, che troppo spesso non riescono neanche a nascondere di non averla, una cultura del mare.

  Il pescatore subacqueo invece è un uomo rispettoso di quel mare che lo accoglie: chi di noi, potendo, non ha mai raccolto dal fondo una batteria esausta e gettata in mare, o un pezzo di plastica, per portarlo a riva? Quanti di noi non si sono mai rivolti alle Capitanerie di Porto locali per segnalare qualche pericolo per l'ambiente, foss'anche una semplice chiazza di olio sulla superficie?
  Perché il pescatore subacqueo è per indole sempre disposto a salvaguardare l'Ambiente, e aderirebbe volentieri a qualunque iniziativa utile per la Natura. Ma resta tutt'ora un lupo solitario apparentemente chiuso nel un suo mondo interiore, facile preda di chi sfrutta la sua debolezza per la solitudine del mare.

  Distinti saluti,

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Gennaro Di Bisceglie
admin http://MicroAvventure.it

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