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Problema AMP - Lettera aperta al Dr. Cosentino
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  Problema AMP - Lettera aperta al Dr. Cosentino   (9 marzo 2005)  


Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio
Direzione per la Protezione della Natura
Difesa del Mare


    sdm@minambiente.it

Direttore Generale Dott. Aldo Cosentino

    scn-dg@minambiente.it

--

  Egregio Dott. Cosentino,

  a cosa servono le Aree Marine Protette?

  Certo, da appassionato della pesca subacquea, naturalmente capisco e condivido le misure atte a tutelare l'Ambiente; e anzi proprio per questo Le chiedo: che utilità hanno le cosiddette zone "C" di tali AMP, quelle solitamente più ampie e soggette a minori restrizioni, se lì si vieta solo la pesca subacquea che è l'attività senz'altro a minor impatto ambientale?

  La prego, mi aiuti a capire. Perché considerando le attuali regolamentazioni, tutte le risposte a cui riesco ad arrivare autonomamente, ovvero aiutandomi solo per mezzo della mia razionalità che forse non è abbastanza e proprio per questo mi rivolgo a Lei, mi portano inevitabilmente in direzioni ben lontane dalle prescritte giustificazioni che riguarderebbero la tutela dell'Ambiente. E La pregherei di aiutarmi, rispondendo, perché tutte le "soluzioni" a cui riesco ad arrivare da solo, portano in direzioni che offendono profondamente i miei sentimenti di cittadino rispettoso della Amministrazione e della Politica! Per cui, La prego: mi sveli questa essenza, in modo da rendermi finalmente conto di "aver sbagliato" nella interpretazione delle cose.

  Ma affinché Lei possa, cortesemente, rispondermi, mi permetto di illustrarLe le considerazioni che mi hanno portato a sollevare tale questione.

  Un fenomeno diffuso vuole che nelle zone "C" delle AMP venga sempre più interdetta la pratica della pesca subacquea. Eppure questo tipo di pesca è l'unica che consente di operare una preventiva selezione delle prede (si cattura solo il pesce prescelto!). Inoltre un approfondito rilevamento-dati del "Marine Recreational Fisheries Survey" effettuato per conto del "California Departement of Fish & Game Study", basato su osservazioni protratte per 5 anni consecutivi lungo gran parte della costa pacifica degli Stati Uniti, ha rivelato che la pesca subacquea ha una rilevanza assolutamente marginale rispetto alle altre forme di prelievo, sia professionali che sportive, sulla fauna marina: addirittura si evidenzia una incidenza percentuale dello

0,3 % (pesca subacquea) contro il
93,0 % della pesca industriale e il
6,7 % della pesca sportiva di superficie!

  Ripeto: "zero-virgola-tre percento"! E questo è un dato di cui sicuramente, visto il Suo ruolo, sarà a conoscenza. Quindi, a quale scopo vietare la pesca subacquea nelle zone "C" delle AMP,
 - permettendo tuttavia la pesca professionale intensiva, sia da posta, che a strascico, che con reti a circuizione, o qualunque altra (e l'uso delle reti, come saprà, comporta inevitabilmente danni al fondale);
 - permettendo tuttavia la pesca "sportiva" con la canna da riva o da imbarcazione, come il bolentino o la traina, o la posa dei palamiti (centinaia di ami distesi sul fondo) o addirittura la posa delle nasse;
 - permettendo tuttavia le immersioni con autorespiratore dei diving: gruppi di sommozzatori amatoriali che si concentrano tutti in un solo punto danneggiando con la pinneggiata "sostentatoria", o con gli urti delle pesanti attrezzature subacquee, o "frugando" con le mani, il fondale che immancabilmente riporta tracce del loro passaggio, alzando essi nugoli di sospensione e addirittura inducendo "comportamenti deviati" nei pesci, taluni troppo abituati alla dilungata presenza umana che si spinge addirittura al vezzo di "volerli nutrire"! (Cosa che si è addirittura dovuto vietare in riserve corse e del mar Rosso), altri allontanati dal cupo e continuo rumore che gli autorespiratori producono.

  Per cui La prego, egregio Dottor Cosentino: se l'attuale regolamentazione delle aree "C" delle AMP vede il divieto della sola pesca subacquea, ovvero dell'unica tecnica selettiva, meno incisiva, e meno dannosa in senso "indotto", mi dice allora queste AMP, che alla luce di queste considerazioni non sembrano più servire i fini Ambientalistici per cui sarebbero istituite, allora a COSA EFFETTIVAMENTE SERVONO?

  La ringrazio sentitamente, anche a nome degli iscritti alla NewsLetter di MicroAvventure.it.

--
Gennaro Di Bisceglie
admin http://MicroAvventure.it


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