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  Ciao Marò!  
di Alberto Martignani per MicroAvventure.it 

Il 9 giugno 2007, all'età di 82 anni scompariva Rodolfo Betti, conosciuto nel mondo della subacquea con il nomignolo di Marò. Alberto Martignani ci traccia un breve ritratto del personaggio, attraverso il raccolto di una delle avventure nei mari tropicali in cui egli accompagnava gli appassionati in giro per il mondo.

Rodolfo Betti - Marò - Maro'Ciao Marò!


  Ho appreso della sua scomparsa solo sabato sera, al mio rientro in Italia. Lo avevo conosciuto avendo partecipato al suo ultimo, meteorologicamente disgraziato, viaggio in Madagascar...

Maró con i compagni di questa avventura in Madagascar - Foto di Alberto Martignani   Era il gennaio del 2003: una prova sicuramente ardua per un uomo di 78 anni. Il tempo, inizialmente promettente, era progressivamente peggiorato nei giorni a venire, per poi evolvere, dopo una settimana, in autentica tempesta tropicale. Si registrarono naufragi e inondazioni di località costiere in tutto il nord del Madagascar. E noi tagliati fuori su un piccolo arcipelago distante 70 miglia da Nosy-Bé, uno dei due motori dell'Heron in avaria, la possibilità di metterci in contatto con la base operativa del Marlin Club Hotel solo una volta al giorno ad orario prefissato...
  Lui aveva la responsabilità di tutto il gruppo. Un gruppo numeroso e eterogeneo, dove accanto ad una maggioranza di persone tranquille, razionali e collaborative, convivevano un paio di elementi sicuramente più turbolenti e meno educati. Costoro, incattiviti da maltempo persistente, ozio forzato, impossibilità di pescare, avevano preso a condurre una specie di fronda sotterranea contro di lui. Nessuna contestazione diretta, da uomo a uomo, ma la critica cattiva in sua assenza, la battutina salace alle spalle, la canzonatura velata mentre parlava... Come se l'arrivo imprevisto di quella perturbazione, del tutto anomala per il periodo, potesse essere attribuita a sue personali mancanze. Una situazione sicuramente antipatica, potenzialmente esplosiva anche per un uomo più giovane. Ma non per lui, che tutto questo aveva già provato e vissuto. Come qualcuno ha già messo correttamente in evidenza, la sua capacità di osservare, rendersi conto delle situazioni e capire le persone al primo sguardo erano al di fuori del comune... In men che non si dica i contestatori, con poche parole sferzanti come staffilate, vennero messi al loro posto e la situazione trovata. Data l'impossibilità di salpare con l'Heron, venne ingaggiato, a spese dell'organizzazione, un privato, una specie di filibustiere svizzero sessantenne che scorrazzava per quei mari col suo clipper e la sola, piacevole compagnia di una fanciulla sakalava di forse 18 anni...

Marò in Madagascar - Foto di Alberto Martignani  Al nostro rientro a Nosy-Bé, dopo oltre nove ore di navigazione, trovammo il Marlin Club in gran parte allagato e privo di acqua potabile. Marò si fece garante della nostra situazione e, grazie ai propri contatti, e dopo qualche ora di frenetiche contrattazioni, ci trovò posto, sempre a spese dell'organizzazione, in un altro hotel addirittura più lussuoso e che, grazie ad una posizione più sopraelevata, aveva meno sofferto per la tempesta e l'inondazione.
  Per tutti i fulmini! Forse quell'uomo non aveva pù il vigore fisico per scendere in acqua con noi e affrontare le correnti oceaniche sui banchi, ma avrei voluto avere la metà del suo polso e della sua fermezza per risolvere situazioni intricate come quella! Metà del gruppo rientrò anticipatamente in Italia, due giorni dopo. Ma per noi che rimanemmo Marò riuscì comunque ad organizzare un paio di soddisfacenti pescate sui banchi circostanti Nosy-Bé, negli ultimi giorni di permanenza...

  Al momento del congedo mi tirò da parte e mi disse semplicemente, sottovoce: «Montagnani! (lui mi chiamava così... Lo avevo corretto un paio di volte all'inizio, poi mi ero rassegnato) ...Ti sei comportato bene. Grazie!». Certamente non alludeva alle mie capacità di pescatore... (non avevo preso quasi niente!) Ebbene, l'apprezzamento umano da parte di quel vecchio signore mi fece gonfiare il petto d'orgoglio, e tuttora mi rende orgoglioso.

  Ci sentimmo ancora diverse volte da allora. Aveva l'intenzione di organizzare un altro viaggio per l'autunno successivo e avevo manifestato l'intenzione di riprovarci. Dovette però combattere contro i contorti meccanismi aziendali dell'Air France e dell'Air Madagascar con continui, estenuanti cambi di tratta e aumenti tariffari... Ogni qualvolta c'erano novità mi chiamava per mettermi al corrente. Credo avesse una piccola predilezione per me e per il mio concittadino Guido, in quanto noi lughesi (gente dalle consolidate tradizioni aviatorie) eravamo stati gli unici, diceva sempre, a ricordarci di suo figlio Marco, elevando a lui e al suo sfortunato equipaggio un piccolo monumento a ricordo, e intitolando loro un'aviosuperficie per ultraleggeri ai margini della nostra città.
Alberto Martignani, autore dell'articolo, durante l'avventura in Madagascar   Nell'ultima telefonata mi era apparso sfiduciato, anche se non ancora vinto... C'era stato un incremento esorbitante delle tariffe di volo...: «Montagnani -mi disse-, mi spiace, non se ne fa niente... A queste condizioni non ci sto. Vediamo come si mette l'anno prossimo...».
  Si lamentava per i frequenti dolori alla schiena... Non siamo più tornati ad Hankarea.

  Ora non è più tra noi, ma mi piace pensare abbia potuto riabbracciare il figlio Marco e tutti gli amici, scomparsi da tempo, dei quali parla così spesso nei suoi bellissimi articoli, e che hanno condiviso con lui un'epoca storica e certo irripetibile del nostro sport.

  Ciao, Marò...

Alberto Martignani - Bologna



Rodolfo Betti, Maró - Foto di G. Di Bisceglie
Marò nello stand della rivista Pescasub & apnea all'EUDI Show di Genova nel marzo 2004.
Sulle sue spalle un amico poggia scherzosamente un fumetto didattico degli anni '70 in cui appariva proprio lui come protagonista.


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